“Aggiustiamo il mondo”, i consigli della green influencer Giorgia Pagliuca nel suo nuovo libro

“Attivarsi affinché si attivino anche gli altri”. I consigli di Giorgia Pagliuca, @ggalaska su Instagram, la green influencer che nel suo libro “Aggiustiamo il mondo. Diario di un’ecologista in crisi climatica“ ci aiuta a riflettere su quello che ognuno di noi può fare per ridurre il nostro impatto sul Pianeta. 

“Dispensatrice di consigli non richiesti”, così si definisce Giorgia Pagliuca, su Instagram @ggalaska, green influencer e studentessa di Scienze Gastronomiche e dottoressa in Comunicazione Interculturale.

Oltre 25 mila follower su Instagram, grazie al suo impegno nel sensibilizzare gli utenti sul tema della sostenibilità, Giorgia è stata inserita anche al primo posto della Top 10 del Sole 24 ore dedicata agli influencer che si occupano di ambientalismo.

Sul suo profilo Giorgia parla da tre anni di sostenibilità, diritti umani e gastronomia a ridotto impatto ambientale. Ma oltre al web è uscito il suo primo libro “Aggiustiamo il mondo. Diario di un’ecologista in crisi climatica, una guida che vuole sfidare i lettori a dare ogni giorno il proprio contributo alla salvaguardia del Pianeta.

“E’ un diario aperto con riflessioni su diverse tematiche. Ci ho messo più di un anno per scriverlo e ci ho messo tutta me stessa, gli studi che ho fatto in questi anni e le cose che più mi appassionano. – spiega Giorgia a TeleAmbienteTematiche su cui l’azione individuale può fare tanto. Il capitolo a cui tengo di più è sicuramente quello dell’alimentazione, ma parlo anche di diritti umani, ecofemminismo, che mi sta particolarmente a cuore, di moda e di quel mostro che odiamo tanto che è la plastica“.

 

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Lisa Casali e il nuovo libro “Il dilemma del consumatore green”

Come dobbiamo scegliere ciò che mangiamo per ridurre il nostro impatto sul pianeta? Il clima influenza la produzione alimentare e la produzione alimentare influenza il clima. Ormai abbiamo studi che mettono nero su bianco quanto la produzione alimentare lasci una grande impronta sul pianeta, in particolare per alcuni prodotti, come i latticini, ma soprattutto la carne rossa– ci spiega Giorgia – La riflessione che faccio anche nel libro è cercare di limitare quanto più possibile il consumo di carne. Mangiamo troppo spesso, come dicono le statistiche, carne rossa, anche più di una volta alla settimana, un problema chiaramente anche dal punto di vista della salute, come afferma l’OMS. Ma stiamo anche inquinando l’unico pianeta che ci ospita”.

Limitare i consumi di carne, cercare di limitare il resto degli altri derivati animali e tentare di virare su alternative vegetali. Questi alcuni dei consigli di Giorgia che, come spiega nel suo libro, si tratta di un tentativo “non di veganizzare il mondo ma di far riflettere su quanto la produzione alimentare stia alterando gli ecosistemi.

Vegetalizzare un pasto alla volta, dalla colazione al pranzo, iniziando da una “vera dieta mediterranea, dove la carne rossa non compare quasi mai, per poi arrivare ad un insieme di vegetali ad ogni pasto“.

Bisogna pensare anche alla quantità di emissioni lungo tutta la filiera alimentare. La questione alimentare è legata anche ai diritti umani, come nel caso del cioccolato. Purtroppo in Costa D’Avorio e Ghana, principali produttori al mondo di fave di cacao, poi esportate e trasformate in cioccolato a nord del mondo, lo sfruttamento della manodopera minorile è ancora presente. Bisognerebbe ragionare su come i nostri consumi impattano sui diritti e la vita di altre persone in altri parti del mondo“. 

 

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Moda sostenibile e creatività, i capi di Olga Mul ispirati alle sue origini

Se dobbiamo essere attenti a ciò che mangiamo, lo stesso vale per ciò che indossiamo. “Uno degli esempi che faccio sempre parlando di ecofemminismo è l’impatto che ha il mondo della moda sulle donne nei paesi in via di sviluppo, in particolare in Cambogia, ma anche in Bangladesh, e in altri paesi del sud est asiatico. Come posso fare per limitare il mio impatto su queste persone e sul pianeta? Sobrietà come prima cosa, acquistiamo troppo, i nostri armadi sono strapieni di abiti che non mettiamo o di cui spesso ci dimentichiamo. Dovremmo mettere a freno questo iper consumismo riflettendo ogni volta che stiamo per fare degli acquisti: mi serve davvero? Limitare i consumi e riflettere sulla provenienza dei vestiti. Il problema non è solo il fast fashion ma l’industria della moda in generale. Anche i grandi brand non hanno un impatto ambientale e sociale diverso”.

Limitare l’usa e getta, interventi dall’alto e spingere affinché questo accada, quindi, spiega Giorgia “attivarsi affinché si attivino anche gli altri, come dico nel mio libro. In questi anni di attività sui social qualche seme è germogliato, ho visto un cambiamento sostanziale sia nel fashion che negli altri comparti. Smettiamo di acquistare senza ragionare!

 

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