Un dato preoccupante che riguarda il futuro della nostra specie: la quantità di spermatozoi nel seme maschile sta diminuendo notevolmente a causa della diffusione di composti chimici come gli ftalati, legati alla produzione di plastica. Ecco lo studio.

L’idea di avviare una ricerca sugli effetti di agenti inquinanti sull’uomo è arrivata dopo la scoperta della sindrome degli ftalati sugli animali ed ha fatto nascere dubbi su un’eventuale estensione del contagio anche alla nostra specie. La ricerca è stata condotta dalla professoressa Shanna Swan, esperta in medicina ambientale e sanità pubblica.

Smog, caldo e inquinamento, a rischio la fertilità maschile

Continuiamo a portare avanti i problemi che ci hanno lasciato le generazioni precedenti ottenendo come risultato un costante declino dei concepimenti e della qualità dello sperma; vuol dire che ogni generazione futura partirà da un livello sempre inferiore di fertilità” ha affermato Shanna Swan nell’intervista a The Interecpt.

 

Altri studi, condotti da scienziati cinesi hanno mostrato che un altro elemento chimico sta contribuendo negativamente a questo processo, il bisfenolo A. Le persone con un alto tasso di questo componente nel sangue riscontrano un drastico calo del desiderio sessuale, mentre nelle gravidanze comporterebbe una riduzione delle differenze sostanziali tra il sesso maschile e femminile, già nei primi periodi di gestazione.

Inquinamento, studiati gli effetti sulla fertilità femminile

Nel momento in cui si è incinta, le sostanze presenti nel sangue vengono trasmesse direttamente al feto tramite la placenta, quindi le cellule che andranno a creare il bambino sono già colpite dagli effetti degli agenti tossici” ha spiegato la Swan.

Di Francesco De Simoni

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