Giubbotto antiproiettile ed elmetto pronto a tracolla, così Tommaso Claudi, il vice console italiano in Afghanistan, prende in braccio un bambino di 6-7 anni spaventato e in lacrime (che il padre stesso gli stava porgendo) e lo solleva al di sopra del muro all’interno dell’aeroporto di Kabul e della folla che si accalca all’aeroporto.

Mentre continua il ponte aereo da KabulTommaso Claudi, è l’ultimo diplomatico italiano rimasto nel Paese riconquistato dai talebani per mantenere un collegamento operativo con la Farnesina che – afferma – “ha messo a disposizione ogni risorsa possibile”.

“La macchina dell’ambasciata non si è mai fermata – ha spiegato Claudi – abbiamo assicurato una presenza costante all’aeroporto militare e stiamo continuando a organizzare voli di evacuazione. L’obiettivo principale è quello di non lasciare indietro nessuno”.

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Il suo impegno costante nelle operazioni di evacuazione da Kabul di concittadini e afghani, ha fatto salire il console italiano agli onori della cronaca per alcune foto che mettono in luce il suo impegno ed il suo valore.

 “A Kabul, davanti a una situazione drammatica, Tommaso Claudi è fino all’ultimo secondo utile in prima linea per aiutare il popolo afghano, insieme ai nostri militari – ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di MaioL’Italia non vi volterà le spalle. Grazie Tommaso, siamo tutti orgogliosi di te, del lavoro che stai facendo senza sosta, con amore e dedizione”.

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Ma chi è Tommaso Claudi?

Originario di Camerino (Macerata), 31 anni da compiere il prossimo 30 agosto, appassionato di basket e ciclismo, ha un curriculum molto ricco: due lauree, una in Linguistica a Pavia e una in Relazioni Internazionali alla Cattolica di Milano.

Dopo aver superato le prove diplomatiche nel settembre del 2017, viene nominato Segretario di legazione in prova alla carriera diplomatica, poi confermato in ruolo dal 5 giugno 2018.

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Nel gennaio del 2019 arriva come secondo segretario commerciale a Kabul. 

Il diplomatico è ed è molto attivo su Twitter nel lanciare messaggi di pace e fratellanza tra afghani e italiani e in difesa dei diritti delle donne.

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