Attualità

Aereo scarica tonnellate di carburante nel Mar Ligure per un atterraggio d’emergenza

Condividi

Genova. Un aereo della compagnia Alitalia partito dall’aeroporto di Milano Malpensa e diretto a Tokyo  è stato costretto a rientrare nello scalo lombardo per un problema tecnico. Ma prima di scendere su Milano optato per il Fuel Dumping, una procedura di sicurezza che prevede lo svuotamento dei serbatoi prima di un eventuale atterraggio di emergenza.

Il volo AZ786 per Tokyo delle 15.30, martedì 16 aprile è tornato all’aeroporto di Malpensa dove era da poco decollato per motivi precauzionali: una spia csi è accesa segnalando un problema di spinta ai motori. Prima di scendere su Milano, dopo un ampio giro, l’equipaggio ha optato per il Fuel Dumping, una procedure di sicurezza che prevede lo svuotamento dei serbatoi prima di un eventuale atterraggio di emergenza.

Emissioni CO2, centrali a carbone e aerei i più inquinanti. Dati UE

Il carico di carburante è finito nel Mar Ligure, al centro di Pelagos, il Santuario dei Cetacei: 80 tonnellate di combustibile sparse sul mare, a circa 70 km a largo di Genova.  Lo scarico del carburanteè durato circa 40 minuti ed è avvenuto a 15-16mila piedi di altitudine.

Santuario Pelagos, Guardia Costiera e Istituto Tethys per proteggere i mammiferi marini

Sull’episodio ha svolto subito verifiche la Capitaneria di Porto utilizzando uno speciale elicottero per perlustrare il tratto di mare interessato alla ricerca di tracce di carburante; le ricerche si sono svolte anche con l’ausilio di uno speciale satellite e dell’episodio è stato informato anche il gruppo Ambiente della Procura. Tutti i riscontri hanno dato esito negativo riguardo alle conseguenze ambientali derivante dallo scarico di carburante.

Cambiamenti climatici, Ue pensa a tassa su trasporto aereo applicabile al carburante o ai biglietti

“Sul Mar Ligure non sono presenti chiazze oleose”, si legge in una nota della Regione Liguria, “sono state rilevate solo alcune iridescenze, che non si sa se siano imputabili all’evento in questione. Regione Liguria è rimasta costantemente in contatto con tutti gli enti coinvolti per verificare cosa fosse accaduto ed eventuali ripercussioni sul territorio e sul mare: secondo l’Enac, il carburante, secondo la procedura standard consolidata e certificata, è stato scaricato in volo ad una quota superiore ai 16mila piedi”.

“Arpal fa sapere che, in assenza di particolari e dettagliate informazioni, i tecnici dell’Agenzia, in accordo con la Capitaneria, hanno comunque effettuato alcune sommarie considerazioni di carattere generale, partendo dalle informazioni minime a disposizione di Capitaneria di Porto ed Enac. – si legge ancora nella nota della Regione – Dall’analisi dei dati modellistici di temperatura al suolo e dalla letteratura scientifica sul tema del rilascio di combustibile appare cautelativo ritenere che gran parte del materiale si sia volatilizzato e solo una piccolissima percentuale (nell’ordine dello 0,2%) del combustibile possa aver raggiunto – nella peggiore delle ipotesi – la quota al suolo sottostante l’intera area interessata dal rilascio”.

Nairobi, parte l’Assemblea per l’Ambiente dell’Onu ricordando le vittime del volo Ethiopian

Nonostante le rassicurazioni, il consigliere regionale Luca Garibaldi (Pd), ha comunque chiesto che «la Regione Liguria monitori la situazione del Santuario dei Cetacei”, ricordando che è “un’area naturalistica marina molto delicata e di grande pregio: fatte salve tutte le norme di sicurezza che hanno consentito all’aereo di poter rientrare tranquillamente a Malpensa, è bene verificare se vi siano state conseguenza per il tratto di mare interessato da questo scarico”.

Sulla questione questa mattina è intervenuto anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha detto di avere contattato il direttore marittimo, l’ammiraglio Nicola Carlone, per avere maggiori informazioni: al momento non c’è evidenza di inquinamento.

 

(Visited 380 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago