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Tassa sui voli, proposta di nove paesi europei per ridurre l’inquinamento

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Nove paesi dell’Unione europea hanno firmato una dichiarazione per chiedere l’introduzione della tassa sui voli sul continente. Si punta a tassare il carburante e ad introdurre l’IVA sui biglietti dei passeggeri.

La tassa tratterebbe parte degli incassi delle linee aeree a causa della quantità di inquinamento che producono. Al momento tutto il carburante usato dai voli in Europa non è tassato. Dato l’aumento delle emissioni del 21% lo scorso anno, la politica fiscale dovrà avere un ruolo chiave per il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

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I paesi della coalizione sono Olanda, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Svezia, Belgio, Bulgaria e Danimarca. Secondo la lettera “considerando gli altri mezzi di trasporto, i voli non sono sufficientemente tassati”.

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Nella lettera si chiede l’introduzione di una tassa valida in tutta l’Unione Europea per combattere il livello di inquinamento. Attualmente, i paesi europei utilizzano sistemi legali differenti; la Francia ha un tributo per il costo ambientale, la Svezia ha introdotto la tassa sui voli nel 2018 e l’Olanda ne introdurrà una nel 2020 se non viene raggiunto l’accordo.

Inquinamento, a pagare le emissioni degli aerei saranno i viaggiatori?

Andrew Murphy, dirigente di Transport& Environment ha parlato a Euronews Living dopo le ultime notizie: “Una tassa sui carburanti è il primo passo necessario se l’Europa è seriamente intenzionata a ridurre l’impatto dei voli. Dopotutto i voli sono la modalità più dannosa per le emissioni di carbonio e devono pagare. Le tasse sui biglietti sono buone ma la tassa sul kerosene è migliore perché premia i nuovi carburanti e le tecnologie”. Per Murphy, questa coalizione di nove stati membri è benvenuta e la reazione della Commissione Europea sarà un test per le loro ambizioni sull’ambiente.

Perché esiste questa esenzione?

Le compagnie aeree non pagano la tassa del carburante in EU e l’Iva sui biglietti è attualmente a zero. Né i biglietti né il kerosene sono tassati dagli anni Quaranta, quando un’esenzione sul carburante entrò in vigore nel 1944 alla Chicago Convention. In questo modo  l’industria è cresciuta esponenzialmente dando il via a “l’era d’oro dei voli”.

Negli ultimi 70 anni, i voli sono stati responsabili per il 3% del totale delle emissioni dei gas ad effetto serra in Europa. Il Regno Unito è il principale contribuente in Europa e il terzo nel mondo, essendo passato dai 195,00 voli l’anno nel 1950 a più di 2 milioni nel 2018.

Si stima che la tassa sul kerosene possa portare 14 miliardi l’anno in più all’economia europea e gli attivisti credano possa spingere l’industria verso combustibili pulite ed un futuro a basse emissioni”, secondo Air Quality News.

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