Adriano Panzironi dieta condannato Tar

Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell’emittente che trasmette i programmi di Adriano Panzironi, confermando così la multa emessa dall’Agcom

“Potenzialmente lesive per la salute degli utenti e con lo scopo di screditare la medicina tradizionale“. Con queste parole il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dall’emittente tv Gm Comunicazione, il canale che manda in onda le trasmissioni in cui Adriano Panzironi, guru televisivo e  imprenditore, promuove il suo regime alimentare “Life 120”, a base di proteine e costosi integratori.

La sentenza del Tar ha di fatto confermato la multa di 240mila euro notificata dall’Agcom all’emittente nel 2019.

Le informazioni riguardanti la dieta “Life 120”, ideata da Panzironi e pubblicizzato sull’emittente di proprietà della Gm Comunicazioni, sono state giudicate potenzialmente lesive della salute degli utenti, tali da diminuire il senso di vigilanza e di responsabilità verso i pericoli connessi al corretto uso dei farmaci, in particolare sotto il profilo della mancata assunzione degli stessi, o del tipo di alimentazione da seguire e quindi tali da risultare pregiudizievoli per la salute dei consumatori/utenti.

Un tipo di informazione dannoso che ha il duplice scopo di screditare la medicina tradizionale e di sottolineare i fantomatici effetti benefici dell’integratore venduto durante la trasmissione.

Ed infatti,” si legge nella sentenza “per un verso, le testimonianze appaiono idonee a diffondere un messaggio di sfavore verso la medicina tradizionale e di favore nei confronti degli integratori “commercializzati” da Adriano Panzironi, che prospetta la possibile guarigione anche da patologie gravi con evidenti possibili conseguenze dannose per la salute dei telespettatori.

Sotto accusa da parte dell’Agcom l’uso improprio delle “testimonianze”, veri e propri resoconti di persone che avrebbero provato gli effetti “miracolosi” dell’integratore Life 120.

Secondo l’Agcom non differiscono da veri e propri messaggi promozionali nascosti da racconti di vita vissuta.

In particolare “l’autorità ha accertato che in una “testimonianza” andata in onda il 29 marzo 2018, alle ore 17,25, e andata in replica in altri giorni in fascia oraria protetta, appare in video una minore, evidentemente disabile, affetta dalla “sindrome di Rett”, una rara e grave patologia neurologica dello sviluppo”

In quel caso “un moderatore alla presenza dello stesso Adriano Panzironi intervista i genitori della minore che descrivono i gravi sintomi della patologia della figlia e riferiscono che tali sintomi e le condizioni generali della bambina sono migliorate grazie all’uso degli integratori “Life 120”; subito dopo, esaurita la “testimonianza”, ha inizio la televendita degli stessi.”

In pratica secondo l’Autorità nella trasmissione non si sono fatti scrupoli nel mandare in onda una testimonianza di una minore disabile al mero scopo di favorire la vendita degli integratori.

Tale “testimonianza” è stata ritenuta in contrasto con quanto disposto dal Par.1, punto 1.2., lett. b), del Codice di autoregolamentazione media e minori, che stabilisce che “le imprese televisive si impegnano, sia nelle trasmissioni di intrattenimento che di informazione a non utilizzare minori con gravi patologie o disabili per scopi propagandistici”, considerato peraltro che, nel caso in esame, la diffusione delle immagini e delle informazioni riguardanti la minore disabile non è in alcun modo giustificata dal perseguimento di un interesse oggettivo della minore medesima.”

Quindi il ricorso dell’emittente televisiva, basato sull’eccesso di potere dell’Autorità e la violazione della libertà di stampa. E adesso la sentenza del Tar che ha invece confermato la multa.

Qui il link alla sentenza del Tar del Lazio

 

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