Prima di morire l’arcivescovo Desmond Tutu ha scelto l’acquamazione, una alternativa ecosostenibile alla sepoltura e alla cremazione. 

Il corpo dell’arcivescovo Demond Tutu, attivista sudafricano contro l’Apartheid e premio Nobel per la pace nel 1984, è stato liquefatto.

Dopo la sua morte avvenuta lo scorso 26 dicembre, chi gli è stato vicino negli ultimi anni non ha avuto dubbi su cosa fare della sua salma: né sepoltura né cremazione. Ma acquamazione o, più concretamente, cremazione acquatica.

“Era ciò a cui aspirava un eco-guerriero come lui”, ha dichiarato il reverendo Michael Weeder, decano della cattedrale di San Giorgio a Città del Capo, dove si sono tenuti i funerali dell’attivista sudafricano.

Perché la (ultima) scelta fatta da Desmond Tutu è anche la più sostenibile dal punto di vista ambientale. 

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In cosa consiste l’acquamazione

Il termine più adatto per indicare il processo scelto da Desmond Tutu per il trattamento del proprio corpo mortale è “cremazione acquatica” e consiste nello scioglimento del corpo attraverso l’idrolisi alcalina in una soluzione di idrossido di potassio a una temperatura di 90-140 gradi centigradi.

Al termine di questo processo rimangono soltanto le ossa che, successivamente, vengono ridotte in polvere e consegnate ai parenti.

“È un processo del tutto naturale ma che viene accelerato in una capsula di acciaio inossidabile”, ha spiegato John Humphries, amministratore delegato della Aquamation Industries, la prima società al mondo a occuparsi di acquamazione.

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Perché l’acquamazione è una scelta ecosostenibile?

I motivi per cui questo tipo di procedura è più eco-compatibile rispetto alla cremazione e alla sepoltura sono molteplici.

Intanto, come nel caso della cremazione, viene risolto il problema dello sfruttamento dei terreni che in diverse parti del mondo è diventata una questione di grande importanza.

Inoltre, richiede molta meno energia di quella prodotta per la cremazione. Solo il 10% rispetto a quella necessaria per cremare le spoglie mortali di una persona. E quindi vengono prodotti assai meno gas serra.

Infine, grazie alla liquefazione è possibile recuperare peacemaker o le vecchie otturazioni in amalgama che, quando bruciate, liberare mercurio nell’aria.

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