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ABUSIVISMO, VERSO LO STOP ALLA LEGGE SANATORIA

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Di Vanessa De Vita. Approda, in quarta lettura in Aula alla Camera, il ddl Falanga, che regola le demolizioni degli edifici abusivi. Ma il provvedimento, in ballo dal 2014, potrebbe subire subito una battuta d’arresto ed essere rinviato in Commissione.

“Vediamo, ci rifletteremo”, taglia corto il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. A confermare il dietrofront della maggioranza sul ddl, che di fatto mira a sanare quello che è stato definito come “abusivismo di necessità”, sono anche le parole del presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci: “Dubito che il provvedimento andrà al voto così com’è…”.

Secondo alcuni parlamentari Democratici le modifiche approvate nel corso dell’iter parlamentare sarebbero in realtà sufficienti a mettere al riparo il Paese dal rischio di “un nuovo condono”. Ma, sottolineano altre voci di maggioranza e di governo, anche così le misure restano difficili da digerire sia per il Pd sia per l’esecutivo, che ha recentemente impugnato una legge in Campania proprio sul tema. Se è vero che le nuove norme lasciano alle Procure il ruolo di protagoniste, nel testo vengono però fissati alcuni criteri da rispettare per procedere alla demolizione e la precedenza assoluta viene data agli immobili non ultimati e non abitati.

Insomma i criteri di necessità potrebbero trasformarsi nelle mani degli avvocati in un grimaldello per bloccare le azioni di demolizione. Ma il testo, sebbene depotenziato, non convince gli ambientalisti che hanno protestato davanti al Parlamento. Aspre critiche anche da parte della sinistra, un pezzo di maggioranza come Mdp e da una parte delle opposizioni. “È più pericoloso di un condono – dice Massimo De Rosa, deputato pentastellato della commissione Ambiente”.

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