AnimaliAttualità

Abruzzo, orso investito e ucciso sulla A25, l’ira del Wwf: “Colpa dell’inerzia di enti e istituzioni”

Condividi

Tragedia, questa notte, sulla A25: un orso bruno marsicano è stato investito e ucciso, intorno alle 3. Il veicolo che lo ha travolto ha proseguito senza fermarsi e non mancano la rabbia né le polemiche per la messa in sicurezza dell’autostrada.

Tragedia, questa notte, sulla autostrada A25 Torano-Pescara (nota, insieme alla A24, come Strada dei Parchi). Un orso bruno marsicano è stato investito e ucciso, intorno alle 3, da un veicolo, probabilmente di grandi dimensioni, che ha proseguito senza fermarsi nel tratto compreso tra gli svincoli di Avezzano e Celano (L’Aquila), in direzione Pescara. L’orso era un maschio subadulto di 3-4 anni non marcato e non radicollarato: solo le analisi genetiche, che non saranno disponibili prima di un mese permetteranno di capire se l’animale era già stato censito dai tecnici del Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise.

L’esame necroscopico, condotto dalla dottoressa Stefania Salucci dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise e dal dottor Leonardo Gentile (veterinario del Parco), ha permesso di constatare nell’orso gravi traumi addominali e toracici, oltre a fratture a entrambi i femori e al bacino. Sulla A24 e sulla A25, si tratta del terzo caso del genere negli ultimi 30 anni, dopo la morte di due orsi, il primo nel 1991 a Cocullo e il secondo nel 2013 a Tornimparte. E non mancano le polemiche, poiché il Parco Nazionale aveva già chiesto a Strada dei Parchi, che gestisce le due autostrade, di mettere in sicurezza diversi tratti, tra cui quello in cui l’orso è stato investito e ucciso.

Delianuova, Carabinieri trovano oltre 200 ghiri in un congelatore. Erano confezionati in pacchetti

Da tempo, infatti, era emerso il passaggio di orsi in alcuni tratti dell’autostrada e anche la Prefettura dell’Aquila, il 15 aprile scorso, aveva chiesto a Strada dei Parchi un intervento d’urgenza. I responsabili del Parco avevano anche proposto un progetto di messa in sicurezza dell’autostrada, recepito da Strada dei Parchi ma ancora al vaglio del commissario straordinario per l’approvazione. Per questo, il Parco Nazionale aveva messo in sicurezza a proprie spese quattro chilometri di tratto autostradale con una recinzione elettrica alta due metri, ma non è bastato a salvare l’esemplare di orso investito e ucciso la notte scorsa.

Quanto avvenuto sottolinea ancora una volta, semmai ce ne sia il bisogno, l’importanza e l’urgenza con la quale deve essere messa in sicurezza l’autostrada A24/A25, per il bene delle persone e della fauna selvatica“, spiega il Parco Nazionale d’Abruzzo, del Lazio e del Molise. Ancora più duri i commenti di altre associazioni. “Niente cambia, nonostante le tante chiacchiere ed i buoni propositi che nulla costano a Strada dei Parchi ed enti preposti (ANAS e Regione) e gli ultimi orsi d’Abruzzo continuano a morire. Attendiamo le solite dichiarazioni di circostanza infarcite di lacrime di coccodrillo!“, spiega l’associazione Salviamo l’Orso.

Anche il Wwf è intervenuto, ricordando la tragedia sfiorata dell’attraversamento dell’orsa Amarena e dei suoi quattro cuccioli, lo scorso anno. “L’Autostrada dei Parchi attraversa corridoi ecologici fondamentali per l’orso, la messa in sicurezza delle barriere protettive dovrebbe essere una priorità. Sono sempre più gli attraversamenti di cervi, lupi e orsi sull’A24 e sull’A25, è evidente che le barriere sono inadeguate o danneggiate” – spiega il Wwf – “A rischio c’è anche la vita degli automobilisti, ma dopo tante promesse si fanno solo piccoli lavori marginali. Nel 2021 non è accettabile perdere uno degli ultimi orsi marsicani per l’inerzia e la noncuranza di enti e istituzioni“.

(Visited 73 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago