Addio all’orso Juan Carrito, il “Gian Burrasca” dell’Abruzzo

L’orso bruno marsicano Juan Carrito è morto dopo essere stato investito a Castel di Sangro, vicino a L’Aquila, in Abruzzo. Marco Marsilio (Presidente della Regione Abruzzo): “La sua perdita rattrista il mondo”.

L’orso bruno marsicano M20, ribattezzato Juan Carrito, è morto dopo essere stato investito a Castel Di Sangro, in provincia de L’Aquila, in Abruzzo. A colpire l’animale diventato popolare sui social è stata un’auto. Anche se il veicolo è stato distrutto nell’impatto, conducente e passeggeri sono rimasti illesi.

Secondo il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, la scomparsa di Juan Carrito “rattrista (…) il mondo intero che ha scoperto la bellezza degli orsi, attraverso i numerosi video che lo ritraevano fin da cucciolo con i suoi fratelli e con sua mamma Amarena“.

Dopo essere nato quattro anni fa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il plantigrado era diventato una vera e propria mascotte del territorio.

Negli ultimi mesi, Juan Carrito aveva “rubato” teglie di biscotti in una pasticceria, aveva distrutto le arnie per mangiarne il miele e si era avvicinato troppo alle abitazioni. Proprio per questo la presenza di M20 aveva diviso cittadini e scienziati. Se per alcuni l’orsetto era un simbolo dei borghi abruzzesi, per altri il carattere mansueto dell’animale rappresentava un pericolo per la sua stessa incolumità.

Juan Carrito è l’equivalente di un Gian Burrasca“, aveva dichiarato a Teleambiente Giovanni Cannata, Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

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