Aborto, oltre 80% di obiettori di coscienza in alcuni ospedali del Lazio

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84% all’Umberto I, 76% all’ospedale Pertini, 75% al San Camillo De lellis e 74% al Forlanini, sono queste alcune delle percentuali dell’obiezione di coscienza dei ginecologi che lavorano presso le strutture ospedaliere laziali.

I numeri raccolti dal Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori mostrano un quadro allarmante. Il 58% dei ginecologi censiti è obiettore, di questi il 19% lavora in un consultorio, mentre il 41% di chi svolge altre professioni, come anestesisti e infermieri, è obiettore.

Fondamentale, secondo il Coordinamento, che ha partecipato ad un’assemblea pubblica sulla salute di fronte alla Regione Lazio, che il numero degli obiettori sia costantemente monitorato per garantire l’applicazione della legge 194 che norma il diritto all’aborto, una conquista costantemente messa a repentaglio.

Graziella Bastelli, Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori, ha dichiarato a TeleAmbiente: “Siamo riusciti a fare una nostra controinchiesta perché i dati della Regione, ma anche dei singoli dirigenti delle varie Asl, erano profondamente errati e inconcludenti perché non avevano considerato l’obiezione di coscienza all’interno dei consultori. Sebbene la legge non preveda che ci sia l’obiezione di coscienza anche anche all’interno dei consultori, perché dovrebbe essere soltanto da parte di chi esercita l’aspetto chirurgico dell’Ivg, ma abbiamo visto che addirittura ci sono obiettori di coscienza tra i farmacisti, infermieri, ausiliari. Ormai anche l’interpretazione della 194 è stata trasformata, naturalmente, per non farla funzionare, questo mi sembra chiaro.

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