Manovra, 2 miliardi per l’agroalimentare – Agrifood Magazine

51
0

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Manovra, 2 miliardi per l’agroalimentare; 2) Natale e Capodanno da record per il Made in Italy; 3) Vino, aumentano i costi di produzione in Europa; 4) Spreco alimentare: gli italiani buttano 65 chili di cibo all’anno

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Manovra, 2 miliardi per l’agroalimentare: Arrivano a 2 miliardi di euro i fondi stanziati dalla Legge di Bilancio 2022 per l’agroalimentare. Tra le novità per il settore, previste dalla manovra approvata dal Parlamento, il potenziamento delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Nascerà anche un fondo a motorizzazione nazionale a copertura dei rischi legati a calamità naturali. Previsti anche diversi interventi per favorire la transizione ecologica e digitale delle imprese, incentivare l’ingresso degli agricoltori under 40 in agricoltura e dei giovani diplomati nei servizi enogastronomici e alberghieri. Lo stanziamento raddoppia le risorse per il settore previste dalla manovra dello scorso anno. Per il Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, le filiere rappresentano un settore determinante per il Paese, in termini produttivi ed economici, ma anche in termini di tutela e salvaguardia del territorio e del paesaggio, in un’ottica rivolta al processo di transizione ecologica, ambientale e sociale. Con la manovra inoltre vengono stanziati fondi per proseguire l’attuazione della Strategia Nazionale Forestale e viene inserito un capitolo destinato ai produttori di vino Dop, Igp e biologico.

Leonardo DiCaprio, gli scienziati gli dedicano un nuovo albero: ecco perché

2) Natale e Capodanno da record per il Made in Italy: Un Natale e un Capodanno da record per il Made in Italy, con 4,4 miliardi di export (+11% rispetto a un anno fa). I dati di Coldiretti, basati sui dati Istat del commercio estero, registrano un aumento a doppia cifra delle esportazioni di tutti i prodotti italiani tipici del Natale, dallo spumante (+29%) ai panettoni (+25%). Boom di richieste anche per il caviale Made in Italy, che segna un + 146% sui mercati internazionali. Grande successo anche le paste farcite tradizionali come i tortellini (+4%), i formaggi (+12%) e i prosciutti, cotechini e altri salumi assortiti (+12%). Lo spumante italiano traina il settore dei vini per i quali si segnala complessivamente un aumento del 15% in valore dell’export.  Dati che dimostrano come l’agroalimentare italiano sia uscito più forte dalla crisi generata dalla pandemia, tanto da raggiungere a fine anno il record storico nelle esportazioni a quota 52 miliardi.

Inquinamento, 2 milioni di bambini nel mondo soffrono d’asma a causa dello smog

3) Vino, aumentano i costi di produzione in Europa: Non accenna a diminuire l’impatto dell’aumento dei costi di produzione sul comparto del vino, non solo in Italia ma anche in Francia e Spagna, gli altri due principali produttori europei. In Italia gli incrementi del terzo trimestre del 2021, sono tra l’8 e il 12% con un picco del +24,4% registrato da l’impennata dei costi dell’energia. Questi i principali dati diffusi dalle cooperative vitivinicole di Francia, Italia e Spagna che rappresentano oltre il 50% della produzione vinicola dell’Unione Europea. A preoccupare sono le difficoltà di approvvigionamento registrate in molti casi dalle aziende, costrette anche a far fronte ai costi dei trasporti, addirittura raddoppiati, soprattutto all’estero. Tra le conseguenze, gravi ritardi nella consegna dei prodotti che spesso finiscono per trasformarsi in costi aggiuntivi. Per fronte ai rincari, le imprese stanno fermando o posticipando i loro piani di ammodernamento e si trovano di fatto nell’impossibilità di programmare e realizzare nuovi investimenti, soprattutto quelli che dovrebbero raccogliere la sfida della transizione ecologica del settore vitivinicolo europeo. A completare l’attuale situazione di mercato che è abbastanza omogenea nei tre paesi, ci sono i segnali provenienti da un aumento dei prezzi di vendita ed dall’incremento dell’export, sostenuto anche dalla fine dei dazi statunitensi.

Cibo, il ministro dell’agricoltura tedesco contro l’industria della carne

4) Spreco alimentare: gli italiani buttano 65 chili di cibo all’anno: Ogni anno nel mondo finiscono nella spazzatura 931 milioni di tonnellate di cibo, il 17% dei rifiuti. Secondo l’ultimo l’indice di sostenibilità alimentare realizzato dalla Fondazione Barilla, ogni italiano produce circa 65 kg di rifiuti alimentari l’anno, ben 7 kg in più rispetto alla media europea di 58kg. Uno spreco che costa agli italiani ben 10 miliardi, se si considera l’intera filiera, ovvero quasi 5 euro a famiglia alla settimana, che equivalgono in media a 260 euro l’anno. Il 53% di questi rifiuti arriva dai consumi domestici ed è direttamente collegato alle abitudini dei consumatori: si compra più cibo del necessario, e una parte finisce per ammuffire o scadere. A finire nel cestino della spazzatura sono soprattutto verdura, frutta e cereali. Cattive abitudini che nel periodo delle feste hanno toccato il loro apice con circa 400 milioni di avanzi, in aumento del 30% rispetto allo scorso anno. Cattive abitudini che danneggiano anche l’ambiente: le perdite e gli sprechi alimentari concorrono infatti fino al 10% delle emissioni di gas a effetto serra. 

Articolo precedenteCovid19, Bassetti: “Con Omicron cresce possibilità di immunità di gregge”
Articolo successivoTurkmenistan, dopo 50 anni verrà chiusa la “Porta dell’Inferno”