Tutti i Paesi che hanno ratificato gli Accordi di Parigi si sono impegnati ad abbandonare i combustibili fossili e iniziare il proprio cammino per divenire al 100% rinnovabili.  Una ricerca della Stanford University dimostra nello specifico come ben 139 Paesi nel mondo, con i giusti investimenti, potrebbero divenire al 100% rinnovabili entro il 2050. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Joule, intrapreso dal professore di ingegneria civile ed ambientale Mark Z. Jacobson, prende in considerazione ogni singolo paese, dall’Iran al Nicaragua, dal Canada e l’Australia.  La base è uguale per tutti i Paesi analizzati: bisogna abbandonare carbone, petrolio e gas, elettrificare qualsiasi settore e darsi ad un mix di eolico, fotovoltaico, idroelettrico, e geotermico. In questo modo, case, auto, treni, navi, aerei e macchinari industriali dovrebbero dunque funzionare ad elettricità green.

Ma ogni singolo Paese ha un cammino diverso da intraprendere, a seconda della propria posizione geografica, della lunghezza delle coste e delle sue caratteristiche innate. Per rendere tutti questi 139 Paesi al 100% rinnovabili, Jacobson non ha mai incluso la possibilità dell’energia nucleare, a causa del suo impatto ambientale e per i rischi legati alla sicurezza. Per quanto riguarda il nostro Paese, secondo il team di studiosi l’Italia potrebbe razionalmente decidere di soddisfare il 65,8% del proprio fabbisogno con degli impianti solari di grandi dimensioni, affiancandoli al 6,3% di pannelli fotovoltaici privati, all’11% dell’eolico onshore, al 5,1% dell’idroelettrico, affidandosi per la restante percentuale ad un mix di altre fonti rinnovabili, come offshore ed energia geotermale.

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