In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) 100 milioni di euro per l’ammodernamento dei frantoi oleari; 2) Torna in presenza il Vinitaly con oltre 4.400 aziende da 19 Paesi; 3) Produzione in calo e prezzi in rialzo per il latte; 4) Frutta, aumento del 51% dei costi di produzione

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) 100 milioni di euro per l’ammodernamento dei frantoi oleari: 100 milioni di euro per i frantoi oleari italiani. Il Ministero delle Politiche Agricole ha firmato il decreto direttoriale che fornisce le direttive per le Regioni e le Province autonome per la successiva definizione dei bandi regionali per l’ammodernamento dei frantoi oleari. Il decreto, prevede contributi per 100 milioni di euro a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che saranno destinati alle aziende agricole e alle imprese agroindustriali titolari di frantoi oleari che effettuano estrazione di olio extravergine di oliva, iscritte al SIAN, per sostituire o ammodernare i frantoi obsoleti con l’introduzione di impianti di molitura ad estrazione a “2 o 3 fasi” di ultima generazione. Obiettivo della misura, è quella di rafforzare la competitività del sistema alimentare, ammodernare le strutture di trasformazione dell’olio extravergine di oliva, settore strategico per l’industria agroalimentare italiana, migliorare la qualità del prodotto e la sostenibilità del processo produttivo attraverso la transizione energetica, ridurre i sottoprodotti e favorirne il riutilizzo a fini energetici.
Nello specifico, si prevede di favorire l’ammodernamento dei frantoi esistenti attraverso l’introduzione di macchinari e tecnologie che migliorino le prestazioni ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva.

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2) Torna in presenza il Vinitaly con oltre 4.400 aziende da 19 Paesi: Con 4.400 aziende da 19 nazioni, torna in presenza dopo due anni di stop forzato il Vinitaly, a Verona dal 10 al 13 aprile. E lo fa per la rassegna numero 54. I top Buyer da 50 paesi già accreditati sfiorano quota 700 con in testa la delegazione del Nord America. Una mappa, quella prevista dell’ingente piano di incoming realizzato da Verona fiere e da ice-agenzia, che copre le aree più strategiche dall’atlantico al Pacifico fino all’Europa. e da quest’anno ci sarà anche la Africa. Per il Presidente di Verona Fiere, Maurizio Danese, questa edizione riporta idealmente la manifestazione alle edizioni pre pandemia.

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3) Produzione in calo e prezzi in rialzo per il latte: Una produzione europea in leggera diminuzione, con i principali paesi produttori che hanno ridotto le consegne, dovrebbe spingere verso l’alto i prezzi del latte con un risvolto positivo a partire dalle prossime settimane anche per l’Italia. È quanto emerge da un’analisi di Fieragricola, alla vigilia della Primavera, che solitamente spinge verso l’alto le produzioni di latte nell’emisfero nord, l’Unione Europea potrebbe registrare un’accelerazione molto meno vivace rispetto agli anni precedenti per una concomitanza di fattori che spingerebbero le stalle a rallentare la corsa, con beneficio sui prezzi del latte e formaggi burro e polveri. Nei primi 14 giorni di febbraio il prezzo dell’elettricità è cresciuto del 238% sullo stesso periodo del 2021, il gas naturale vale il 327% in più, il petrolio il 50% in più. I costi dei trasporti sono aumentati del 115% rispetto a febbraio di un anno fa. Una corsa insostenibile per la catena di approvvigionamento che colpisce tutti gli anelli della filiera. Alle incertezze legate ai costi di produzione si aggiunge, in alcuni Paesi dell’Unione Europea, la spinta Green, che invita il mondo zootecnico a ridurre l’impatto delle produzioni sull’ambiente, riducendo il numero di bovini in produzione.

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4) Frutta, aumento del 51% dei costi di produzione: La guerra in Ucraina ed i rincari energetici, spingono l’aumento dei costi correnti per la produzione della frutta italiana a +51% ma si sale addirittura al 67% per l’ortofloricoltura con un impatto traumatico sulle aziende agricole. É quanto emerge dall’analisi di Coldiretti su dati Crea in rifermento a Fruit Logistica 2022 di Berlino, la principale fiera internazionale di settore. La crisi colpisce direttamente imprese e famiglie con l’ortofrutta che è la prima voce di spesa per una media di oltre 105 euro al mese, con una inversione di tendenza nei consumi che si sono ridotti del 3% per un quantitativo totale che è sceso a 5,9 milioni di tonnellate lo scorso anno. Uno scenario preoccupante per il settore ortofrutticolo nazionale che garantisce all’Italia 440mila posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura. L’Italia della frutta – evidenzia la Coldiretti – primeggia in Europa con molte produzioni importanti: dalle mele alle pere, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne ma anche per molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea. Un patrimonio minacciato da crisi internazionali e cambiamenti climatici che nell’ultimo anno hanno fatto registrare oltre un terzo in più (+38%) degli eventi estremi climatici, con la perdita di quasi un frutto su quattro per il crollo di oltre il 27% della produzione nazionale.

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