TRUMP SENZA TREGUA. Dopo la Corea anche il Venezuela. A Maduro e Kim, Trump risponde: “Non escludo opzione militare”. Il leader cinese Xi Jinping esorta Trump: basta retorica e azioni rischiose

La calda estate del presidente americano non finisce di stupire. Dopo la Corea, Trump lancia un avvertimento anche al leader venezuelano, mentre da tutto il mondo arrivano critiche per le brutali repressioni delle manifestazioni di piazza dell’opposizione. La replica da Caracas: “Una pazzia”. Il vicepresidente Usa Pence vola in Sudamerica.

Di Antonello Stifani.
Donald Trump apre un nuovo fronte e dalle minacce a Kim Jonq-un passa a un duro avvertimento al presidente del Venezuela Maduro: gli Stati Uniti non escludono l’opzione militare per affrontare una excalation di disordini e di repressione nel paese centroamericano dopo il voto sull’Assemblea costituente, boicottato dall’opposizione. Parole dure che in qualche modo rispondono alle ripetute denunce piovute da tutto il mondo contro Maduro per la brutale repressione delle manifestazioni di piazza dell’opposizione. Il leader di Caracas, nella notte, ha sollecitato un immediato colloquio telefonico con il presidente americano. La risposta Trump è stata: “Solo quando verrà ripristinata la democrazia nel paese”.
 Trump al termine di un incontro con il segretario di Stato americano Rex Tillerson e l’ambasciatrice americana all’Onu Nikki Haley, convocato per fare il punto sulla Corea del Nord, ha affermato : ”Abbiamo molte opzioni per il Venezuela, e non escludo l’opzione militare. Il Venezuela non è così lontano, e la gente nel paese sta soffrendo e morendo”,. Un messaggio chiaro quindi a Maduro, che continua a ignorare le critiche e a sfidare la comunità internazionale.
La minaccia di Trump è stata bollata come una “pazzia” dal ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino. “Si tratta di un atto folle”.
La calda estate di Trump che sta rendendo questo Ferragosto ancora più bollente, ha però ancora aperta la questione coreana  che ancora non trova sbocchi diplomatici. Sulla vicenda è intervenuto duramente anche il presidente cinese Xi Jinping, più volte tirato in causa da Trump che ritiene la Cina come l’unica nazione che può far cambiare rotta al leader supremo Kim Jonq-un. In una lunga telefonata a Trump il leader cinese ha auspicato una Corea denuclearizzata ma anche un atteggiamento più soft da parte degli Usa che invece continua ad inasprire i toni, al punto da ipotizzare una “terza guerra mondiale”.
I mercati non sottovalutano le parole di Trump, il dollaro appare sempre più debole, mentre sale il prezzo dell’oro ai massimi storici.
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