SONDAGGI. CRESCE IL M5S. RUGGISCE LA LEGA E F.I. ARRETRA. PD SEMPRE IN TESTA

Roma. Sondaggi politici. Torna a crescere il M5S (+0.3). Si assesta  il PD, dopo l’ascesa vorticosa di queste ultime settimane (-0.3), soprattutto torna a galoppare la Lega (+0.6) che dopo l’emorragia di queste ultime settimane si riprende buona parte di quanto aveva perso (+0.6) su Forza Italia  che  segnala una forte flessione (-0.7), scendendo sotto quota 13% la cui resistenza sembrava essersi messa con decisione alle spalle la settimana scorsa quando era arrivata a 13,5%.

Quasi tutti in leggera  flessione gli partiti fatto salva Sinistra italiana che sull’onda dei contrasti Speranza-Pisapia, prende uno +0.1%.

Infine flette il Movimento animalista che scende allo 1,1% (-0.2%).

Si presenta quindi una settimana che ripropone la leadership della Lega nel centrodestra, con il PD che mantiene la prima posizione(27.7%)  ma con il Movimento 5 Stelle che torna seriamente ad incalzarlo  arrivano a 4 lunghezze dal partito di Matteo Renzi.

A cosa sono dovute queste fibrillazioni? All’insieme dei tempi che riguardano i vari partiti (Ius soli e Legge elettorale targata Rosatellum per il Pd), referendum lombardo-veneto per la Lega, in una settimana che farebbe vedere un esito spagnolo più soft del previsto, mentre la costante  flessione degli Articolo1 che si inserisce in una debolezza complessiva della sinistra è lo specchio fedele delle divisioni al suo interno.

Come si metterà la sinistra se passasse il Rosatellum, sarà tutto da verificare, con uno sbarramento del 3% ad alto rischio e l’impossibilità di un cartello elettorale che prevede una asticella addirittura al 10%. A meno che non torni con il Pd, in una inedita riproposizione, rivisitato e corretto, dell’Ulivo.

Sugli altri sondaggi, vedete come proprio la sinistra sia la più convintamente europeista, mentre l’elettorato della Lega è quello che a grande maggioranza uscirebbe dalla UE e dall’euro. Mentre M5S e Forza Italia resterebbero nell’UE , ma ne addebitano i problemi alla moneta unica da cui sarebbero orientati a uscire.

Infine nella suddivisione tra le varie aree, vedete una Area di governo sempre stabile (30,3), in crescita invece è l’Area del centrodestra che arriva al 34.5%, con il M5S in flessione ma il dato si riferisce ad un rilevamento prima del 5 ottobre.

 

 

 

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