PESCA SOSTENIBILE, UNICA SOLUZIONE PER LA SALVEZZA DEL MEDITERRANEO

Da Marcoaffronte.it

Ogni anno la Commissione Europea preparare la comunicazione sulle opportunità di pesca per l’anno a seguire. Di recente è stata pubblicata la comunicazione per le opportunità di pesca del 2018, nella quale si è colta anche l’occasione per preparare una fotografia dello stato di attuazione della Politica Comune della Pesca.

Qui il documento: Comunicazione CE politica comune della pesca

L’indicazione che emerge è chiarissima: dove si è intervenuti in maniera forte, con piani pluriennali e di gestione e indicazione di quote gli stock si riprendono bene e la pesca aumenta la sua redditività. Dove questo manca, leggi il Mediterraneo, la situazione era, è e resta drammatica. Ecco perché parlare di pesca sostenibile non è un vezzo da ambientalisti, ma l’unica soluzione praticabile per costruire un settore solido e duraturo. Alcuni frasi tratte del rapporto dicono già tutto:

“I progressi verso il raggiungimento di stock ittici a livelli conformi all’FMSY sono continuati. Nel complesso, lo sfruttamento eccessivo è diminuito drasticamente in tutte le zone (ad eccezione del Mediterraneo e del Mar Nero).”

“Nel Mediterraneo il livello generale di sovrasfruttamento è all’incirca di 2 o 3 volte superiore all’FMSY. Nonostante i recenti progressi, il numero di stock di cui non si conosce lo stato rimane elevato. In tale contesto, il rispetto dell’obiettivo della PCP di conseguire l’FMSY per tutti gli stock entro il 2020 richiederà un maggiore impegno.”

“L’analisi evidenzia che, nel 2015, la biomassa media nell’Atlantico nordorientale è stata del 35% superiore rispetto al 2003. Al contrario, nel Mediterraneo la biomassa media è diminuita del 20% dal 2003 al 2014.”

“Secondo l’ultima relazione economica annuale elaborata dallo CSTEP, i risultati economici della flotta dell’Unione sono migliorati in modo significativo negli ultimi anni. Nel complesso, sembra che la tendenza positiva dei risultati sia frutto di: a) maggiori ricavi e b) costi dell’attività della pesca ridotti o stabili.”

“Studi recenti e pubblicazioni scientifiche indicano che i risultati economici della flotta dell’Unione potrebbero migliorare notevolmente se la biomassa di tutti gli stock sfruttati tornasse ai livelli di MSY. Indicano altresì che quanto prima i tassi di mortalità per pesca verranno ridotti ai livelli dell’FMSY, tanto prima la flotta dell’Unione vedrà un incremento dei propri ricavi.”

La ripresa socio economica del settore e delle risorse ittiche nei mari europei nord-orientali, dove piani di gestione e soprattutto le quote sono la norma, parla chiaramente. Se in parte si può comprendere, fino a un certo punto, che il cuore dei pescatori mediterranei suggerisca loro ritrosia verso queste misure relativamente nuove, crediamo che la testa e il cervello –  con l’evidenza dei dati e dei numeri – dovrebbe condurli a più miti consigli. Quello che resta poco comprensibile è che la stessa ritrosia la si ritrovi in chi ha il potere e il dovere di decidere politicamente. La strada è quella, serve coraggio.

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