Nitriti di Libertà – Un anno tra i cavalli del Bisbino

Dopo la morte del proprietario, un branco di cavalli vissuti in libertà per diversi anni sui pascoli del monte Bisbino, al confine tra Italia e Svizzera, ha rischiato di finire in cattività o persino al macello.
Grazie ad un’associazione transfrontaliera ora galoppano liberi sui pascoli sotto la cima del monte Generoso, seguendo il ciclo delle stagioni.
Un video molto bello e interessante che ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti:
– 20 aprile 2013 – medaglia d’argento – Festival Swiss.Movie regioni 1 e 4, Marly
– 20 aprile 2013 – premio speciale per il film che ha trasmesso maggiori emozioni –
Festival Swiss.Movie regioni 1 e 4, Marly
– 5 settembre 2013 – secondo premio – concorso videoamatori premio Teleticino del
Festival dei Festival, Lugano
Realizzato dal dottor Gianni Volonterio, Giornalista.
Oggi i cavalli vengono sostenuti da diverse associazioni fra cui la
http://www.cavallidelbisbino.com/
Nel rigido inverno 2008-2009 due gruppi di cavalli Avelignesi che vivevano liberi sul Monte Bisbino sono scesi nei villaggi di Sagno (Svizzera) e Rovenna (Italia) alla ricerca disperata di cibo. La montagna era ricoperta da più di un metro di neve. Il loro proprietario, che possedeva un alpe in cima al Bisbino, era deceduto diversi anni prima e i cavalli sopravvissero sulla montagna sfidando ogni genere di difficoltà.
La discesa nei villaggi provocò molte rimostranze e si profilò il pericolo che autorità insensibili sequestrassero gli splendidi animali per ridurli in cattività o per spedirli al macello.
Si trattava di animali mansueti che non costituivano certo un rischio per la popolazione.

Numerose associazioni e persone sensibili svizzere e italiane a questo punto si mossero: da parte italiana l’Associazione Aurora, la LAV, l’ENPA, Legambiente e da parte svizzera la SPAB di Bellinzona, l’ATRA, l’Associazione degli amici dei camosci del Monte Generoso. Le Giacche Verdi intelvesi chiamate dalla Comunità Montana intervennero per portare il fieno al gruppo che era sceso a Rovenna mentre il gruppo che aveva sconfinato a Sagno rischiò di morire di fame.
Si mossero per salvare i cavalli cercando soluzioni pratiche indirizzate alla loro sopravvivenza e alla risoluzione dei conflitti sorti nei luoghi della loro presenza. Anche il famoso etologo Giorgio Celli ne prese le difese sostenendo che questi branchi costituivano un patrimonio per le montagne comasche e ticinesi.
Durante il 2009 vennero seguiti nei loro spostamenti nell’intento anche di difenderli dagli attacchi di persone che facevano di tutto per allontanarli dai pascoli e dagli alpeggi.
In inverno furono riuniti e foraggiati in un grande recinto poco sotto il Bisbino e nel maggio 2010 vennero spostati sul versante italiano del Monte Generoso dove i pascoli sono vasti e abbondanti. Si trattò della famosa transumanza che riunì un centinaio di volontari svizzeri e italiani spinti dal desiderio di salvare quei meravigliosi animali.
Da allora i 25 cavalli del Bisbino appartengono ad un’associazione che porta il loro nome e che conta 200 membri.
Il Comune di Lanzo d’Intelvi ha messo a disposizione gratuitamente un ampio terreno dove gli equini trascorrono i mesi invernali foraggiati e accuditi dai volontari. Nella primavera i cavalli vengono portati sui pascoli alti e lì rimangono fino al tardo autunno.
Durante la bella stagione, scendendo dal Generoso o salendo da Orimento si possono incontrare sui pascoli di Squadrina e di Pesciò, oppure scorgerli nelle pinete sotto il Baraghetto o al Barco dei Montoni.

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