MORTO SANDRO PROVVISIONATO, PENNA LIBERA DEL GIORNALISMO ITALIANO

È morto all’età di 66 anni Sandro Provvisionato. Un amico di Teleambiente che come noi ha sempre percorso l’idea di una informazione libera e vicina alla tutela dell’ambiente. Giornalista inviato speciale per L’Europeo in Iraq, Israele e Balcani. Capocronaca del TG5 e poi coautore di un settimanale TERRA! . Da qualche anno aveva fondato e diretto Misteri d’Italia , un sito che approfondiva tutte quelle pagine grigie dell’Italia.

Autore di diversi libri come “Misteri D’Italia” e “Complici” scritto a quattro mani con Stefania Limiti.

Ecco le parole in suo ricordo della collega ed amica Stefania Limiti.

“Sai cosa non sopporto?  Che giornalisti o magistrati si innamorino delle loro tesi. Così si perde di vista la verità ”. In queste poche parole, essenziali, come era lui, c’è tutto il senso di come si fa una inchiesta secondo un maestro del genere, Sandro Provvisionato, scomparso due giorni fa a 66 anni. Era molto orgoglioso di esser stato direttore di Radio Città Futura, luogo d’incontro dei protagonisti dei movimenti degli anni ’70: da lì si portò dietro l’animo libertario e l’interesse professionale per gli anni del terrorismo che indagò a fondo, soprattutto nelle interferenze ‘gradite’ al potere delle azioni dei gruppi neri o rossi – scrisse con Adalberto Baldoni Anni di piombo, tentativo di lettura unitaria del fenomeno terroristico dal ’68 agli anni ’80. Lucida e attuale la sua analisi della Banda della Una Bianca in Giustizieri Sanguinari. Caporedattore dell’Ansa, dal ‘89 inviato per L’Europeo in Iraq, Libano e Balcani, esperienza che raccontò in UCK, L’armata dell’ombra, pubblicata per la Gamberetti di Stefano Chiarini, libro che sintetizza le mostruosità della distruzione della ex Jugoslavia. Nel 1993 capocronaca del Tg5 e poi coautore di “Terra”, ha fondato e diretto il sito Misteri d’Italia, suo ‘figlio’ prediletto dal quale raccontava con cura grandi fatti sui quali ancora ci interroghiamo – aveva una particolare abilità per i reportages – e crimini non risolti, spesso a causa di inchieste fatte male, come quella sul mostro di Firenze. Fu tra le prime firme di punta dell’editrice Chiarelettere, trovando grande sintonia con il suo fondatore, Lorenzo Fazio – “Attentato al Papa”, “Doveva morire”, insieme a due importanti magistrati come Rosario Priore e Ferdinando Imposimato, e “Complici”, ancora sul caso Moro. Lontano da salotti e cordate, ha sempre proposto un giornalismo indipendente, estraneo ai venti del momento. Era una ‘penna libera’, con lo sguardo burbero di una persona perbene. Amava moltissimo sua moglie Laura Lisci: raramente attorno a noi si vedono coppie così complici e felici”.

Anche Adalberto Baldoni lo ricorda con stima ed affetto: “L’improvvisa e prematura scomparsa di Sandro Provvisionato mi lascia sconvolto. Ho perso un amico valido e sincero che ho conosciuto negli anni Ottanta alla sala stampa del Senato. Ho subito ammirato la sua imparzialità. Lui di sinistra ed io di destra abbiamo discusso, ci siamo confrontati anche vivacemente, ma sempre in modo costruttivo. Tutto ciò ci ha permesso di scrivere assieme tre libri sui sanguinosi anni Settanta, “ La notte più lunga della Repubblica” , “A che punto è la notte” per la Vallecchi e “Anni di piombo” per la Sperling; di andare assieme in tv, di partecipare a dibattiti culturali e a infuocate assemblee studentesche. Poco meno di tre anni fa, proprio per la nostra riconosciuta obiettività, siamo stati prescelti quali consulenti storici per la fiction “Anni spezzati” andata in onda sulla Rai che raccontava le vicende degli anni Settanta. Avevo aderito entusiasta alla sua proposta di scrivere un altro saggio storico. Dovevamo vederci, parlarci, verificare la scaletta che aveva preparato su un tragico episodio degli anni più bui del nostro Paese . La sua mente era un ribollire di idee, esposte con saggezza ed equanimità, nel rispetto della storia, quella vera e non quella che ogni giorno ci viene propinata con faziosità e livore. Ecco perché gli sono stato amico. Ecco perché l’ho ammirato come studioso e soprattutto come uomo. Ciao, Sandro”.

Riproponiamo uno speciale andato in onda sulla nostra emittente Teleambiente proprio insieme alla sua collega e amica Stefania Limiti.

Perdiamo un uomo che si è caratterizzato sempre come una penna libera del giornalismo italiano.

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