FILM, LA BATTAGLIA DEI SESSI DA BJ KING A LINDSEY VONN

Un campo da tennis come scena di “Battaglia dei sessi”: così è intitolato il film che Valerie Faris e Jonathan Dayton dedicano alla sfida tra Bobby Riggs e Billie Jean King.

Era il 20 settembre 1973 quando negli Stati Uniti una partita di tennis all’Astrodomo di Houston in Texas segnò il mondo dello sport, divenendo emblema della lotta femminista verso la parità di genere. L’eclatante vittoria di BJ King andò ben oltre quella partita. Fu la sconfitta di un l maschilismo rude incarnato da Bobby Riggs, l’inizio di una lotta verso l’uguaglianza tra donne e uomini in cui lo sport e in questo caso il tennis offrirono una inedita ma importante cornice.
Il film ruota attorno alle vicende personali di due figure antitetiche: quella estroversa di Bobby (Steve Carrel), schiavo del vizio delle scommesse che ne pregiudicava ogni successo sul piano professionale e sentimentale; quella di Billie (Emma Stone), riservata e combattente, in conflitto con un mondo esterno maschilista e con la sua interiorità complessa. Quella di Billie è anche una battaglia personale alla scoperta di se stessa e della sua sessualità. L’amore per una donna (Marilyn Barnett, nel film Andrea Riseborough), la dichiarazione della sua omosessualità la rendono icona della rivoluzione sessuale di quegli anni e dei movimenti femminista e LGBT. Grande atleta e grande personalità, fu la prima a fare coming out in un clima omofobo e tradizionalista e a fondare la Women’s Tennis Association in un ambiente sportivo discriminatorio (per le tenniste, i premi in denaro erano solo 1/12 di quelli maschili).
Quella partita è esempio di come lo sport sia terreno di confronto e apertura al dialogo e di come i cambiamenti che segnarono l’America del 1973 (la sentenza sul diritto all’aborto, l’emendamento sulla parità dei diritti) abbiano anticipato delle sfide tutt’ora aperte.
Billi Jean King era una campionessa vera. La migliore della sua generazione.

Stessa sorte per Lindsey Vonn, numero 1 dello sci mondiale, che 40 anni dopo ha lanciato la stessa sfida ai suoi colleghi. La Fis, la Federazione mondiale, ha fatto orecchi da mercante, né dagli atleti del circo Barnum dello sci maschile, sono arrivate parole incoraggianti.

LINDSEY VONN

Eppure le motivazioni della Vonn sono praticamente le stesse della King. L’affermazione che lo Sport azzera ogni differenza sia di genere che di valori economici. Come 40 anni or sono. Eppure ancora nessuno se ne accorge.

(Visited 22 times, 1 visits today)

Leggi anche