EMERGENZA XYLELLA: ACCUSE UE MUOVONO IL GOVERNO. DURE PROTESTE DEGLI AGRICOLTORI

Sulla Xylella interviene la ministra allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova che ha richiesto con urgenza un vertice al Governo per fare un punto sull’epidemia che sta devastando l’economia salentina. C’è da tener presente anche il monito UE che ha accusato l’Italia: “Insufficienti le misure per il contenimento Xylella, rimossi in ritardo gli ulivi”.

A questo si aggiunge anche la presa di posizione del segretario all’Ambiente del Governo britannico Michael Gove che ha minacciato di apportare misure restrittive sulle importazioni di piante a rischio infezione, quali rosmarino, lavanda, olive, oleandri, alberi da mandorla.

Ma la ministra Bellanova ha anche aperto un nuovo fronte polemico contro la Regione Puglia. “Chi aveva attaccato il piano Silletti e il Governo garantedo che […] si sarebbero messe in cantiere tutte le azioni giuste per sconfiggere la Xylella e salvare il paesaggio salentino, ora […] dovrebbe raccontarci cosa ha fatto in questi due anni.” Pronta la replica di Emiliano: “Intervenire sui disastri del passato non è una cosa semplice. Scaricarsi la colpa l’uno con gli altri è vergognoso”.

La Regione ha approvato intanto le nuove misure di azione nel territorio salentino. La rotta da seguire prevede la rimozione immediata delle piante infette e di quelle che presentano sintomi della possibile infezione. Si salvano solo gli ulivi secolari, che saranno isolati anche se infetti.

Sono drammatici i numeri forniti dalla Coldiretti sul settore olivicolo nel Salento: se fino a marzo si era registrata una riduzione della produzione del 20%, adesso risulta nettamente peggiorata con un crollo superiore al 50%.

Davanti all’emergenza sta per partire la dura protesta degli agricoltori salentini per difendere l’olivicoltura contro i ritardi di azione delle istituzioni. L’obiettivo è di ottenere lo stato di calamità naturale, con conseguenti sgravi fiscali, previdenziali e moratoria dei mutui bancari per i soggetti della filiera. Evidenti le conseguenze dei ritardi di azione sull’economia: molti frantoi non apriranno e molte aziende agricole non porteranno le olive al frantoio.

Insomma, è davvero emergenza.

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