CATALOGNA. RAJOY ATTIVA IL 155 E CHIEDE A PUIGDEMONT SE HA PROCLAMATO L’INDIPENDENZA

Di Marcello Righi. Madrid. La riunione di prima mattina del Governo spagnolo ha il primo effetto. Il primo ministro Mariano Rajoy, sostenuto da tutti i partiti di governo e di opposizione (il PSOE di Pedro Sanchez ha dichiarato il suo appoggio chiedendo anche la riforma della Costituzione) ha chiesto ufficialmente a Carles Puigdemont di chiarire immediatamente se ieri ha effettivamente proclamato l’indipendenza della Catalogna.

Richiesta necessaria, dovuta all’intreccio di parole e di proclami, per cui non è del tutto chiaro se Puigdemont ha proclamato e poi posticipato; oppure ha dichiarato un diritto generico aprendo al dialogo.

E’ questo il primo passo necessario per l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione, che nella sua vaghezza assegna al Governo la possibilità di “prendere tutte le misure” necessarie per ristabilire la legalità in quei territori e in quelle regioni che stanno mettendo in atto azioni di fatto contrari alle leggi costituzionali.

Non ci sono precedenti storici che possono tracciare un itinerario ben preciso di cosa effettivamente il Governo farà laddove ci dovesse essere una risposta negativa o non esauriente da parte del governo catalano.

La prima mossa probabile potrebbe essere che il Governo assuma tutti i poteri sui Mossos d’esquadra, togliendone la giurisdizione al governo catalano, rimuovendone i vertici, per poi dichiarare lo stato d’assedio previsto dall’art.116.4 sempre della Costituzione.

Va detto che l’art. 155 si trova in molte costituzioni europee, soprattutto in quelle di stati federali, come la Germania, ma anche l’Austria e il Portogallo.

Il pallino adesso torna quindi a Carles Puigdemont. La sua risposta, qualsiasi essa sia, avrà conseguenze immediate, in un clima che diventa sempre più grigio e con le aziende che continuano a emigrare dalla Catalogna

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